Bhutan

8 – 19 FEBBRAIO 2019

Bhutan

Questo viaggio combina due regioni himalayane unite da importanti legami storici e culturali e soprattutto dalla straordinaria bellezza dei paesaggi e la calorosa ospitalità degli abitanti. Darjeeling, situata nell’omonimo distretto settentrionale dello stato indiano del West Bengal, famosa per le sue piantagioni di té e ricca di spunti di storia coloniale, presenta molti legami con il vicino Nepal e offre splendidi scorci montani sul massiccio del Kanchenjunga, la terza vetta più elevata del mondo.

Il viaggio prosegue verso il regno del Bhutan, che con i sui scenari d’incomparabile bellezza rappresenta la principale attrazione dell’itinerario. A lungo chiamato “ultimo Shangri-La”, il Bhutan è stato fino ad epoche molto recenti uno dei luoghi più isolati e remoti del mondo. Annidato tra le vallate della catena himalayana, questo regno stretto tra i due potenti vicini, l’India e la Cina, non è però un semplice piccolo stato cuscinetto, in cui il ritmo di vita scorre lento ed immutabile da millenni. A partire dal 600 d.C. la regione su cui si estende l’attuale regno del Bhutan ha avuto un’importanza storica nei rapporti tra il regno tibetano e l’India ed un ruolo nella diffusione del buddhismo tantrico Vajrayana in tutta la regione himalayana. A partire dal 1.600 il prevalere della setta dei Druk Pa (la “scuola del drago del tuono”), detti anche “berretti rossi”, ha coinvolto il regno bhutanese in conflitti e complesse controversie religiose, determinando un distacco dalla regione del Tibet storico e contribuendo in modo decisivo alla nascita di una cultura peculiare e distinta da quella delle regioni circostanti. Fino al 1972 il Bhutan è stato completamente isolato rispetto al mondo esterno, e anche dopo la lenta e oculata campagna di apertura promossa dal penultimo re, Jigme Singye Wangchuk, solo un numero limitatissimo di visitatori sono stati ammessi nel paese. Questo ha preservato le tradizioni e la cultura locale in un modo unico, molto diverso sia dai cambiamenti imposti al Tibet dal dominio cinese, sia dall’occidentalizzazione portata dal turismo in Nepal. Da circa un decennio il nuovo sovrano, Jigme Khesar Wangchuk, ha attuato un notevole piano di riforme che, sebbene guidato dall’alto e sempre attento a non intaccare le antiche strutture sociali e culturali, ha dato un impulso alla democratizzazione del regno, alla realizzazione delle infrastrutture e la possibilità per i visitatori stranieri di accedere in modo più semplice alle bellezze di questo paese unico. Il Bhutan, orientato ad uno sviluppo rispettoso delle culture e dell’ambiente, accoglie oggi il visitatore straniero con le sue meravigliose montagne, i variopinti mercati, i monasteri autentici, diversi capolavori artistici e soprattutto la curiosità e l’ospitalità dei suoi abitanti. Un viaggio in Bhutan è quindi soprattutto un viaggio nel tempo e, anche se il paese è oggi più aperto al mondo esterno, non esiste nulla di più simile all’ultimo Shangri-La di questo meraviglioso regno himalayano

Programma Dettagliato

Giorno 1: MILANO – DELHI

Venerdi 8 febbraio: Partenza da Milano Malpensa verso Delhi.

Giorno 2: DELHI (O CALCUTTA) – BAGDOGRA - DARJEELING

Sabato 9 febbraio: Arrivo a Delhi e coincidenza per l’aeroproto di Bagdogra (West Bengal). All’arrivo proseguimento su strada per Darjeeling (circa Km 90/3ore) percorrendo bei paesaggi montani. La città, famosa per le coltivazioni di tè, fu una delle Hill Stations dell’epoca coloniale inglese: è un’ambita meta turistica situata nella cornice montana del Kanchenjunga. Durante l’epoca coloniale ha costituito la località preferita in cui amministratori e militari britannici con le loro famiglie si trasferivano per molti mesi l’anno per evitare il soffocante caldo della capitale dell’India britannica, Calcutta.

Giorno 3: DARJEELING

Domenica 10 febbraio: La prima parte della mattinata si può concludere con un percorso Darjeeling/Ghoom/Darjeeling a bordo del “Toy Train”, retaggio dell’epoca coloniale, ora patrimonio dell’Unesco per l’arditezza e tecnologia della sua realizzazione. La Darjeeling Himalayan Railway venne realizzata tra il 1879 ed il 1881 su un percorso di 78 chilometri e all’epoca costituiva un prodigio della tecnologia. Le locomotive, pensate per essere azionate a vapore, sono ancora oggi in parte le stesse dell’epoca coloniale. Nonostante siano state introdotte locomotive diesel la ferrovia di Darjeeling è l’ultima al mondo ad utilizzare ancora alcune locomotive a vapore. Segue una visita all’Himalayan Mountaineering Institute, che sorge nel luogo natale di Tenzing Norgay, sherpa di Darjeeling che salì per primo insieme a Hillary sull’Everest nel 1953 e conserva un’importante documentazione sulle imprese sportive sulle montagne himalayane.

Giorno 4: DARJEELING – PHUNTSHOLING (BHUTAN BORDER)

Lunedì 11 febbraio: Al mattino ci trasferiremo verso Kalimpong. (50 km, due ore circa) in mezzo ad una valle fiorita, ricca di serre di orchidee, gladioli e anthurium Proseguimento su strada per il Bhutan, passaggio di frontiera e arrivo a Phuentsholing dopo circa 175 chilometri (circa 4 ore e mezza). Espletate le formalità ceneremo in hotel e dopo cena faremo una passeggiata nel piccolo centro storico della seconda città del Bhutan, centro industriale e commerciale situato al confine con l’India.

Giorno 5: PHUNTSHOLING - THIMPU

Martedì 12 febbraio: Un panoramico percorso si addentra nelle valli bhutanesi e raggiunge Thimpu dopo circa 180 km (7 ore circa). Colazione in ristorante. Lungo il percorso si sosterà al Kharbandi Gompa, un bel monastero circondato da un giardino di fiori e piante tropicali; offre una splendida vista sulla pianura del Bengala occidentale e sulle terrazze di tè di Phuentsholing

Giorno 6: THIMPU - PUNAKHA

Mercoledì 13 febbraio: Thimpu, la capitale del Bhutan situata a 2.320 metri, è sede del governo e importante centro religioso e commerciale. La sua particolare architettura è un’interessante combinazione di tradizione e modernità. Visita al National Memorial Chorten, una versione moderna del chorten ideata dal terzo re del Bhutan, H.M.Jigme Dorji Wangchuck, e realizzata solo alla sua morte nel 1974. Voluto per propiziare la pace e la prosperità nel mondo, il chorten ospita una complessa rappresentazione delle divinità bhutanesi e del simbolismo ad esse legato. Colazione in hotel. Visita all’imponente Trashi Chhoe Dzong la fortezza-monastero eretta nel 1641 e ricostruita più volte. E’ un primo approccio a questo tipo di architettura che costella le alture del Bhutan e che assolve funzioni religiose e politiche.
Nel pomeriggio partenza per Punakha, attraverso il passo Dochu La (3140 m). La distanza è di 75 km circa (3 ore circa a causa dei lavori di ampliamento della strada). Si raggiunge una valle che offre una vista su piccole risaie, villaggi e foreste semi-tropicali.

Giorno 7: PUNAKHA – WANGDUE PHODRANG - PUNAKHA

Giovedì 14 febbraio: Da Punakha in giornata ci recheremo aWangdue Phodrang. Questa cittadina, considerata il punto di passaggio dal Bhutan occidentale al Bhutan centrale, èsoprattutto famosa per il suo castello (“dzong”) fondato nel 1639, considerato il più impressionante del paese per dimensioni e posizione. Visiteremo il castello e la cittadina, senza tralasciare l’importante monastero di Gangtey.

Giorno 8: PUNAKHA

Venerdì 15 febbraio: Punakha (1250 metri), piccolo ma importantissimo luogo nella storia bhutanese. Capitale del Bhutan fino al 1955, ancora oggi continua a essere la dimora invernale del Je Khenpo, la suprema autorità spirituale del Paese. La cittadina gode di un clima temperato e si trova al centro della valle più fertile del Bhutan. Visita allo Dzong di Punakha, costruito nel 1637 dallo Shabdrung Ngawang Namgyal in posizione strategica alla confluenza dei fiumi Pho Chu e Mo Chu come centro religioso e amministrativo della regione. Visita quindi al Chimi Lakhang, dedicato alla fertilità.

Giorno 9: PUNAKHA – PARO

Sabato 16 febbraio: Partenza da Punakha con un’ ultima sosta al Dochu La ed uno sguardo sulle catene montuose bhutanesi. Il tragitto per Paro, 129 km, si percorre in circa 3/4 ore. Lungo il percorso sosta per la visita allo Dzong di Shimtoka. Costruito nel 1627 dallo Shadrung, si erge su una cresta rocciosa e ospita l’Istituto di Studi Linguistici e Culturali; lo dzong è famoso in particolare per la collezione di dipinti. Interessante la decorazione a bassorilievi d’ardesia della torre centrale. Arrivati a Paro visiteremo il Rinpung Dzong, il monastero–fortezza costruito nel 1646 dallo Shabdrung.

Giorno 10: PARO (TIGER’S NEST)

Domenica 17 febbraio: Si parte per il monastero di Taktshang, il “Nido della Tigre”, situato su un contrafforte roccioso a 3100 metri d’altezza. Si dice che nell'VIII secolo vi sia giunto miracolosamente in volo Guru Rinpoche, l’illuminato maestro che portò il Buddhismo in Bhutan, cavalcando una tigre, e che abbia meditato in una caverna per tre mesi. Taktshang è meta di pellegrinaggio e gli abitanti del Bhutan si propongono di visitarlo almeno una volta nella vita. L’escursione implica una salita di almeno un’ora e mezza attraverso una foresta di pini. Nel pomeriggio rientreremo a Paro e visiteremo il al Kyichu Lhakhang, uno dei più antichi e sacri templi del Bhutan, e al Dungtse Lhakhang, particolarissima costruzione a forma di chorten, la versione locale dello stupa.

Giorno 11: PARO - DELHI

Lunedì 18 febbraio: Volo in mattinata per Delhi. Pomeriggio a disposizione per shopping ed eventuali visite culturali.

Giorno 12: DELHI - MILANO

Martedì 19 febbraio: Trasferimento all’aeroporto di Delhi. Arrivo in serata all’aeroporto di Milano Malpensa.

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