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Laos

Laos is not a place, it's a state of mind

Dove lo scorrere del tempo appartiene ad un’altra dimensione. Magicamente lento e rilassato, incastonato nel cuore della penisola indocinese, in Laos si ritrovano ancora i segni di un’epoca andata, per certi versi quasi mitica. Le ipotesi degli studiosi si rincorrono alla ricerca di una ricostruzione verosimile che spieghi le vicende di un luogo leggendario come la piana delle giare. La terra del milione di elefanti è un paradiso per etnografi ed antropologi alle prese con un numero di gruppi etnici variabile tra 49 e 134, ciascuno con una propria tradizione culturale ed espressiva. In un quadro dal gusto piacevolmente surreale il Laos deve però fare i conti con ciò che resta di un passato recente e che ha il sapore amaro dei campi minati.

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Contesto

Situato al centro della penisola indocinese il Laos è l’unico Paese della regione senza sbocco sul mare. La superficie prevalentemente montagnosa e il corso del Mekong, che da nord a sud ne rappresenta la spina dorsale, hanno fortemente influenzato le vicende sia umane sia storiche del territorio. Il regno di Lane Xang, letteralmente il regno del milione di elefanti, prospera per circa tre secoli e mezzo prima di intraprendere un lungo periodo di disgregazione e sottomissione ai potenti regni vicini

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Henri Mouhot, l’esploratore che nel 1860 riscoprì le meraviglie di Angkor, fu il primo francese a mettere piede nell’ex regno e circa quarant’anni più tardi la Francia incluse i territori del Laos nella più ampia regione dell’Indocina francese. Lo scenario laotiano riflette per i decenni successivi le alterne vicende della storia europea, in particolare della seconda guerra mondiale. Conquista l’indipendenza nel 1953, ma anni bui attendono il Paese: le contrapposizioni ideologiche interne prima, e il coinvolgimento nei giochi dei blocchi della guerra fredda poi, precipitano il Laos in decenni di guerriglia e solo nel 1991 viene promulgata la costituzione della Repubblica Democratica Popolare Lao. L’eredità di un Novecento travagliato è cronaca quasi quotidiana: tra il 1964 e il 1973 più di due tonnellate di ordigni vengono sganciati sulla terra laotiana e il Laos conquista il triste primato di Paese più bombardato al mondo. Circa il 30% dei dispositivi giace inesploso tra i campi, e dal 1973 ad oggi sono state più di dodicimila le esplosioni che hanno mutilato corpi e futuro di migliaia di cittadini laotiani.

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